Arrosticini Abruzzesi: Gli Spiedini di Carne alla Brace dal Gusto Irresistibile
arrosticini abruzzesi: presentazione
Gli arrosticini sono uno dei piatti più rappresentativi e amati della cucina tradizionale abruzzese. La loro fama ha superato da tempo i confini regionali e nazionali, conquistando estimatori in tutta Italia e anche all’estero. Si tratta di spiedini di carne di ovino, generalmente pecora o castrato, che vengono tagliati in piccoli cubetti regolari di circa un centimetro per lato e infilzati su bastoncini lunghi approssimativamente tra i 25 e i 30 centimetri. Questa preparazione affonda le sue radici nella tradizione pastorale della regione Abruzzo, dove i pastori usavano questo metodo semplice ma saporito per cucinare la carne durante le lunghe giornate passate all’aperto con le greggi.
La peculiarità degli arrosticini non sta soltanto nella carne scelta, ma soprattutto nel modo in cui vengono cotti. La cottura tradizionale avviene su un particolare braciere detto “rustillire” o “furnacella”, di dimensioni ridotte, ideato appositamente per facilitare la cottura degli spiedini. Questo braciere consente di posizionare gli arrosticini in modo che siano esposti uniformemente al calore della brace, permettendo di girarli facilmente senza che si rompano o cadano. Il fuoco vivo della brace dona agli arrosticini quel sapore unico, leggermente affumicato e con una crosticina croccante fuori, mentre la carne resta morbida e succosa all’interno.
Questa esposizione culinaria racconta la nascita e l'evoluzione di un ristorante già iconico, situato nel cuore di Milano. Il libro "Cracco in Galleria" di Carlo Cracco, Toiletpaper, Gabriele Zanatta e Luca Sacchi, presenta un volume che illustra la storia e le ispirazioni del ristorante, con fotografie di maestri contemporanei come Maurizio Cattelan, Pierpaolo Ferrari, Alberto Zanetti e Sebastiano Mastroeni.
Pioniere, innovatore e primo tra i grandi chef televisivi in Italia, Carlo Cracco festeggia il traguardo dei sessant'anni. La sua carriera, iniziata sotto l'ala del più grande maestro della cucina italiana, Gualtiero Marchesi, è un percorso costellato di successi e sfide. Fu proprio la determinazione a portarlo, giovanissimo, nella cucina di via Bonvesin de la Riva a Milano, dove il 2 febbraio 1986 iniziò uno stage che avrebbe segnato l'inizio di una storia culinaria straordinaria, fondata su rigore, creatività e una buona dose di sfrontatezza.
Il cous cous è un alimento versatile originario del Nord Africa, le cui tracce risalgono all'epoca berbera. Ottenuto dalla lavorazione della semola di grano duro con acqua fino a formare piccoli granuli, si è diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo, dalla Sicilia al Medio Oriente. Dal punto di vista nutrizionale, è una buona fonte di carboidrati complessi, con circa 110 kcal per 100 grammi di prodotto cotto. La versione integrale, più ricca di fibre, offre un maggiore senso di sazietà e un indice glicemico più basso, oltre a contenere minerali importanti come selenio e magnesio, essenziali per il metabolismo energetico.
Questa esposizione culinaria racconta il viaggio di Pamela Anderson nella scoperta della cucina naturale e cruelty free, lontana dalle luci dei riflettori di Baywatch. Nella sua casa di famiglia a Vancouver Island, in Canada, Pamela coltiva con amore il suo orto, raccogliendo frutta e verdura a km zero che diventano i protagonisti delle sue ricette naturali.
Solo chi osa può davvero scoprire nuovi orizzonti di sapore. E gli spaghetti vongole e ’nduja rappresentano proprio questo: un incontro inaspettato, ma perfetto, tra la delicatezza del mare e la piccantezza della tradizione calabrese. Un primo piatto innovativo e audace, dove la base classica degli spaghetti alle vongole si arricchisce con uno degli ingredienti più iconici della cucina del Sud: la ’nduja, insaccato morbido, spalmabile e dal gusto deciso e piccante. 🌶️🐚
Le abitudini della famiglia reale britannica nascondono un lato inaspettato, ben lontano dalla rigida etichetta di corte. Secondo le rivelazioni di Paul Burrell, ex maggiordomo di Lady Diana, Buckingham Palace si trasformava in una sorta di "Gin Palace" privato. Nel suo libro, Burrell racconta di come ogni sera venisse incaricato di riempire bottiglie di acqua tonica con del gin, un ingegnoso stratagemma per far arrivare litri di alcol negli appartamenti reali. Un'abitudine che, a quanto pare, coinvolgeva anche l'uso di bollitori elettrici per trasportare il distillato, con il rischio di farlo bollire per errore.
L'evento gastronomico Buonissima 2025 porta a Torino lo chef numero uno al mondo, Rasmus Munk. Recentemente incoronato dai The Best Chef Awards, Munk è la mente visionaria dietro il ristorante Alchemist di Copenaghen, celebre per la sua cucina olistica. La sua è un'esperienza che trascende il cibo per diventare un'immersione in una realtà alternativa, tra arte, scienza e teatro, con creazioni provocatorie come un occhio umano iperrealistico o una lingua in silicone, pensata per sensibilizzare sulla lotta al cancro.
Questa inaugurazione presenta un'esperienza culinaria unica, con un ambiente che richiama le **oasi del deserto** e una cucina che offre una vasta gamma di piatti tradizionali giordani, come hummus, baba ghanoush e mansaf. Il ristorante, situato in via Tunisia 16 a Milano, offre una vasta selezione di piatti vegetariani e carne, accompagnati da cocktail d'autore e una selezione di vini libanesi e italiani.