Vivere con un cane o un gatto non può essere considerato un privilegio e garantirgli cure accessibili significa riconoscere un diritto e promuovere un modello di società più inclusivo. A partire da un ridimensionamento dell'IVA sui medicinali e sui beni di consumo per animali, che al momento ancora classificati come beni di lusso e quindi non accessibili per moltissimi. È questo il cuore dello studio La convivenza con cani e gatti: il valore sociale ed economico che la LAV ha presentato a Roma fotografando il fenomeno della convivenza con animali familiari come ormai strutturale nella società italiana.
«Questa nostra campagna ha un enorme valore sociale ed etico – ci spiega il presidente di LAV Gianluca Felicetti. - Da un lato vuole sostenere quei cittadini che hanno voluto condividere la loro vita con un cane o un gatto chiedendo alla Politica di intervenire su un'IVA che, oggi, considera le prestazioni veterinarie e il cibo per animali beni di lusso. Dall'altro lato rende concreto il fatto che vivere con un quattrozampe ci arricchisce, migliora la nostra vita. Per esempio, per un anziano un cane è un modo per avere ancora relazioni sociali, per muoversi, per non rinchiudersi. Far star bene gli animali con cui viviamo vuol dire far star bene anche noi, in linea con l'approccio One Health, che riconosce il legame tra salute animale, salute umana e salute dell'ambiente».
I dati presentati dal rapporto, commissionato da LAV e realizzato da REF Ricerche, con l'obiettivo di analizzare in profondità non solo i costi, ma anche i benefici sociali, sanitari ed economici legati alla presenza di cani e gatti nelle case italiane, confermano una tendenza ormai consolidata: circa il 40% delle famiglie italiane vive con almeno un animale domestico. Non si tratta più soltanto di una scelta affettiva, ma di un vero e proprio elemento di benessere quotidiano. Numerosi studi evidenziano infatti come il rapporto con cani e gatti produca effetti positivi sulla salute psicologica e fisica, soprattutto nelle persone anziane. «In particolare – aggiunge Felicetti - si stima che la presenza di un animale possa ridurre del 15% il ricorso alle visite mediche tra gli anziani, generando un risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale quantificabile in circa 4 miliardi di euro l'anno. Un dato che sottolinea il ruolo degli animali non solo come compagni di vita, ma anche come fattori di prevenzione sanitaria».